L'Italia è considerata, prima di tutto dagli italiani stessi, una piccola nazione periferica sull'orlo del declino. Ed è lecito chiedersi come sia possibile.
In questa riflessione condivido la mia visione personale. Contesto: ho vissuto in molte città italiane, ho fatto carriera come marketing manager in Ray-Ban, Incotex e PT Torino viaggiando in tutto il mondo, ho una laurea in sociologia e un master, mi occupo di analisi dati e marketing basato sulle evidenze. Ho fondato un'agenzia di marketing e collaboro con molte aziende. Sono l'autore più letto su Quora Italia e il mio nome è citato nella Treccani.
Gli elementi tipici di una nazione che non riesce a rispettarsi
Storicamente, fuori dal periodo dell'Impero Romano, l'Italia è stata una terra spartita e conquistata da altri popoli. Dai Greci agli Spagnoli agli Austriaci. Quando sei abituato a sopravvivere sotto altri imperi, non hai una percezione di grandezza su di te.
L'Italia è, come altri Paesi europei, letteralmente una colonia degli Stati Uniti. Nella mia visione del Piano Marshall, gli USA ci hanno salvato da noi stessi e ci hanno reso una potenza economica mondiale per qualche tempo. L'Italia ha prodotto aziende come Olivetti, che da sola rappresenta tutto il genio del nostro popolo, spesso inespresso. Senza gli USA, l'Italia sarebbe esattamente come l'Argentina. Tuttavia, una cosa è essere una colonia come la Francia o la Spagna — nazioni con uno spirito imperiale — un'altra è esserlo come l'Italia, senza alcuna aspirazione del genere.
Il conservatorismo che ci frena
Siamo tra i popoli più conservatori al mondo. Il che ci rende rigidi, lenti nell'innovazione, terrorizzati dal cambiamento. Ma anche incredibilmente capaci di preservare tradizioni, bellezza, qualità della vita.
L'Italia è un paradosso vivente: un Paese che produce eccellenza in quasi ogni campo — dalla moda al design, dalla cucina all'ingegneria — ma che non riesce a fare sistema. Ogni regione, ogni città, ogni quartiere è un mondo a sé. È la nostra forza e la nostra maledizione.
Cosa ci manca davvero
Ci manca una narrazione condivisa. Gli americani hanno il sogno americano. I francesi hanno la grandeur. Noi abbiamo il lamento. "Si stava meglio quando si stava peggio" è praticamente il nostro inno nazionale non ufficiale.
Eppure, se guardate i numeri — PIL pro capite, aspettativa di vita, patrimonio culturale, qualità del cibo, biodiversità — l'Italia è oggettivamente tra i migliori posti al mondo in cui vivere.
Il problema non è l'Italia. Il problema è che gli italiani non sanno di vivere in un posto straordinario. E quelli che lo sanno, sono troppo impegnati a lamentarsi per goderselo.


