La legge della double jeopardy si applica anche alle attitudini mentali: non solo i piccoli brand sono svantaggiatissimi rispetto al mercato a parità di investimento rispetto ai grandi brand, ma spesso il cervello del manager dei piccoli brand è diverso da quello dei grandi. Altrimenti non esisterebbero i fuffa.
Il manager del brand strutturato sa che per abbassare drammaticamente il costo di conversioni rispetto al budget marketing (non della singola campagna, ovviamente), deve lavorare tantissimo di top funnel. L'imprenditore/manager del piccolo brand spesso è ansiato e si concentra solo sul bottom funnel. Da un lato sventrandosi e pagando tantissimo. Dall'altro andando a tutti i corsi delle capre del direct response marketing e di altre scemenze, e seguendo il vangelo delle agenzie a performance (uno dei cancri del settore).
È una forma chiarissima di svantaggio del più piccolo che parte però dal dentro. Come se non bastassero gli svantaggi esteriori: meno strutture mentali nel pubblico legate al brand, meno salienza, meno ricordo spontaneo e guidato, meno indicizzazione, azioni più costose, meno economie e efficienze.
Come se tutto non bastasse, ci si mette anche il cervello e la sua paura.


