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La double jeopardy colpisce anche il cervello dei manager
Marketing

La double jeopardy colpisce anche il cervello dei manager

17 febbraio 20261 min lettura

La legge della double jeopardy si applica anche alle attitudini mentali: non solo i piccoli brand sono svantaggiatissimi rispetto al mercato a parità di investimento rispetto ai grandi brand, ma spesso il cervello del manager dei piccoli brand è diverso da quello dei grandi. Altrimenti non esisterebbero i fuffa.

Il manager del brand strutturato sa che per abbassare drammaticamente il costo di conversioni rispetto al budget marketing (non della singola campagna, ovviamente), deve lavorare tantissimo di top funnel. L'imprenditore/manager del piccolo brand spesso è ansiato e si concentra solo sul bottom funnel. Da un lato sventrandosi e pagando tantissimo. Dall'altro andando a tutti i corsi delle capre del direct response marketing e di altre scemenze, e seguendo il vangelo delle agenzie a performance (uno dei cancri del settore).

È una forma chiarissima di svantaggio del più piccolo che parte però dal dentro. Come se non bastassero gli svantaggi esteriori: meno strutture mentali nel pubblico legate al brand, meno salienza, meno ricordo spontaneo e guidato, meno indicizzazione, azioni più costose, meno economie e efficienze.

Come se tutto non bastasse, ci si mette anche il cervello e la sua paura.

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