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Tutto figo, ma contro cosa combatti? Il segreto del brand positioning
Marketing

Tutto figo, ma contro cosa combatti? Il segreto del brand positioning

26 febbraio 20263 min lettura

TUTTO FIGO, MA CONTRO COSA COMBATTI?

Ieri, sotto a un mio post dove deridevo la tendenza dell'uomo più detestato dal marketing italiano a non perdere una singola critica che mi fanno i fuffaguru e a volerla rimarcare, una persona mi ha scritto: "Beh, e tu? Ti definisci solo da quello contro cui sei!!!".

Per lui era una critica (di adepti di fuffaguru e persone fastidiose c'è pieno), per me un complimento enorme. Perché ha citato una delle componenti più difficili da mettere in campo quando si crea un brand e personal brand.

Sono tutti capaci — la mamma ce lo insegna da piccoli — a essere nice guy, a voler piacere, a fare occhiolini, a parlare solo di bei valori, passione, pace, migliorare le cose e il mondo. Funziona perfettamente ed è auspicabile in società. Molto meno se volete fare branding.

Anche se la PNL fuffa vi dice che le negazioni non funzionano, nella scienza cognitiva vale l'esatto opposto. È più facile ricordarsi della mia lotta ai fuffaguru, che della mia ossessione da nerd per i dati, la bellezza grafica, eliminare ogni spreco nei processi della mia agenzia per fare ottimi prezzi, ottimo margine e pagare bene il mio team. Sono argomenti poco ficcanti. Mentre ricordare che "Galvani è quello citato nella Treccani perché spacca i mar**i ai merenderi, ai dankennediani e a chi fa pubblicità dove si dicono balle" è infinitamente più facile. Io sono al 90% una persona che crea, che combatte "A FAVORE", non "CONTRO", ma è inutile negarlo, l'antagonismo si ancora ai nostri istinti tribali e i nostri bias memorizzano meglio le negazioni e le opposizioni.

Certo, "combattere per qualcosa" (what do you stand for?) non ha cene gratis. Per questo come persone non è bene esagerare. Ma nel business? Oh Man! Io letteralmente ogni giorno rinuncio ad avere come cliente chi è andato a un corso di un fuffa, che segue il Theory di turno, o a qualche convention stile "Marketers World". Ogni giorno rinuncio ad avere come cliente chi vorrebbe solo il mio lato intellettuale ed è infastidito dalla mia costruzione di personaggio che passa da Cartesio e metafore di liquidi organici.

Ma sono clienti che voglio? No. Sono clienti con soldi? In larga parte no, sono dei ragazzini, microimprenditori, babbazzi. Quindi è una rinuncia e una sofferenza ben ponderata.

Qualcosa ci perdo. Non tutti sono così. Però "combattere contro qualcosa" mi crea attorno una piccola tribù di persone che AMO avere come clienti, o semplicemente come connessione. Belle persone. Serissime ma pronte alla battutaccia se serve (come me). Intelligenti spesso più di me, ma ancorate alla realtà, e che detestano il mindfucking.

What do you stand for?

O meglio: stai rinunciando a qualcosa di pesante per avere un brand più forte o è solo una finta?

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