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L'AI ruberà il tuo lavoro? Ecco i dati reali
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L'AI ruberà il tuo lavoro? Ecco i dati reali

10 marzo 20263 min lettura

[L'AI RUBERÀ IL TUO LAVORO? ECCO I DATI. E LE MIE CONSIDERAZIONI ONESTE]

Anthropic, la mamma di Claude, ha pubblicato una ricerca sull'impatto dell'AI sul mercato del lavoro. Ed è una delle cose più oneste uscite da chi produce AI. Il che è già una notizia. In breve: hanno creato una metrica che misura non quanto l'AI potrebbe fare in teoria, ma quanto effettivamente sta facendo.

Risultato? L'AI copre oggi una frazione del suo potenziale. Nei lavori tech, i più esposti, siamo al 33%. Chi vi dice che l'AI sostituirà il 90% dei lavori entro domattina vive in una simulazione diversa dalla mia. I più esposti oggi? Programmatori, customer service, data entry. E qui il dato controintuitivo: sono mediamente più istruiti, più pagati, più anziani. Non il barista. Il colletto bianco.

Disoccupazione? Nessun aumento sistematico nei lavori esposti dal lancio di ChatGPT. L'unico segnale debole: un rallentamento delle assunzioni per i 22-25enni. Appena statisticamente significativo.

E ora il mio commento stile #mrrealitycheck.

1) Attenzione. I dati sono quelli di utilizzo di Claude, il prodotto di Anthropic. È come se McDonald's misurasse l'alimentazione americana dai propri scontrini. I dati sono veri, ma il campione è autoreferenziale.

2) Inoltre: Anthropic correla laurea con esposizione al rischio. Però la laurea è anche ciò che ti dà gli strumenti per non essere sostituibile. Correlazione, non causalità. Il laureato è più esposto ma anche più attrezzato per cavalcare l'onda. Dettaglio non banale che cambia tutto lo scenario.

3) Quel dato sui giovani 22-25 è l'unico che mi interessa davvero. Perché è quello che vedo tutti i giorni. Le posizioni junior stanno sparendo. Nel marketing lo vedo con i miei occhi da anni: la gavetta si sta allungando brutalmente perché l'AI copre esattamente quello che faceva il junior. Il copy base, il report, l'analisi preliminare, il customer service di primo livello. Non è che l'AI sostituisce il professionista. Sostituisce il gradino da cui il professionista partiva.

Come dico da anni: la marea si alza sempre di più. L'AI è media per definizione. Quindi vince chi non è medio. Ma se il tuo piano era "entro come junior, imparo, cresco", quel piano oggi è molto più stretto di prima. Chi vi dice di ignorare l'AI perché "non ha ancora sostituito nessuno" vi sta dando il consiglio peggiore della vostra carriera. Esattamente come chi urla che già domani spariranno tutti i lavori umani.

Ma quando gli effetti saranno visibili nelle statistiche, sarà tardi per aggiornarsi. Il gap tra ciò che l'AI può fare e ciò che fa è enorme. Ma si sta chiudendo. Siate dalla parte giusta.

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